01
Feb
2004

Tirocinio sì, tirocinio no...

Rita Biganzoli
Ma questo tirocinio per la classe 5^ è obbligatorio o no?
Uno dei problemi più spinosi per i candidati privatisti dell'indirizzo per Dirigenti di Comunità è quello del tirocinio.
Sono previste 66 ore per le classi terza e quarta, rispettivamente con bambini e adolescenti. Questo almeno pare assodato (e non è poco!): senza tali certificati non è possibile ottenere l'ammissione all'esame, sia che si tratti d'idoneità alla classe 5^ che di un esame di stato.
Ma allora qual è il problema?
Per la classe 5^ sono previste 90 ore di tirocinio con anziani, ma non è dato sapere se sia obbligatorio o meno e cosa comporti il mancato svolgimento dello stesso: semplice annotazione sul Diploma o non ammissione all'esame?.

Le normative ci verrebbero (forse)in aiuto, se non fosse che alcuni punti danno adito ad interpretazioni diverse.
Vediamoli in dettaglio.

Circolare Ministeriale n. 280 
Prot. n. 14841/B/1A - 1999


1. Requisiti di ammissione
... <I>1.4. E' consentito ai candidati esterni agli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di Istituto Magistrale, di Istituto Tecnico per le attività sociali, indirizzo dirigenti di comunità e di Istituto tecnico per il turismo, i quali, per motivi di impedimento debitamente comprovati, non abbiano, rispettivamente, frequentato i corsi di esercitazioni didattiche, svolto il tirocinio di psicologia e pedagogia o effettuato la pratica di agenzia, sostenere ugualmente gli esami di Stato. La mancata frequenza dei corsi sopracitati, il mancato svolgimento del tirocinio, la mancata effettuazione della pratica dovranno essere annotate nella certificazione integrativa del diploma, prevista dall'art.13 del citato Regolamento. </I>


Nella circolare dell'anno successivo, troviamo fortunatamente un'ulteriore precisazione:

Circolare n. 261
Prot.n. 10893/B/1/A - 2000


1. Requisiti di ammissione
... <I>1.5. E' consentito ai candidati esterni agli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di Istituto Magistrale, di Istituto Tecnico per le Attività sociali, indirizzo dirigenti di comunità e di Istituto tecnico per il turismo, i quali, per motivi di impedimento debitamente comprovati, non abbiano, rispettivamente, frequentato i corsi di esercitazioni didattiche, svolto il tirocinio di psicologia e pedagogia o effettuato la pratica di agenzia, sostenere ugualmente gli esami di Stato. La mancata frequenza dei corsi sopracitati, il mancato svolgimento del tirocinio, la mancata effettuazione della pratica di agenzia dovranno essere annotate nella certificazione integrativa del diploma, prevista dall'art.13 del citato Regolamento. In particolare, per i candidati esterni agli esami di Stato di istituto tecnico per le attività sociali - indirizzo dirigenti di comunità, il mancato svolgimento del tirocinio di psicologia e pedagogia è consentita solo con riferimento al segmento formativo proprio della classe terminale. Per i candidati, quindi, che sostengono esami preliminari, al pari di quelli che sostengono esami di idoneità, tale carenza non è ammessa in relazione agli anni precedenti l'ultimo (terza e quarta classe), anche atteso che il loro superamento costituisce titolo di frequenza di una classe che, come da programma, ha nel tirocinio una parte integrante della corrispondente materia.</I>

Parrebbe ovvio quindi che, non effettuare il tirocinio, comporti solo un'annotazione sul Diploma e non l'impossibilità di sostenere l'esame.

Ora il problema scaturisce, come già accennato, dalla diversa interpretazione di questi benedetti "motivi di impedimento debitamente comprovati".
Lavorando con più istituti statali, in varie zone d'Italia, ho potuto riscontrare, per l'appunto, le più svariate interpretazioni, anche per lo più si accettano richieste di esonero per motivi lavorativi o di salute.
Eppure qualche istituto è più rigido anche in tal senso: o sei in fin di vita o il tirocinio ti tocca!
E giustificano la propria linea rimandando alla normativa che, a loro dire, "e assolutamente chiara ed esplicita!".
Possibile, quindi, che se sostengo l'esame a Piacenza (solo per fare un esempio), pur lavorando 8 ore al giorno, devo farmi tutte le 90 ore di tirocinio, mentre se lo sostengo a Bologna mi basta un'autocertificazione o una dichiarazione del datore di lavoro (come nella maggior parte degli istituti del resto)?
La normativa di riferimento è la medesima, e siamo sempre in Italia, quindi come si spiega questa differenza nella linea adottata da ogni singolo istituto?
Forse una specifica maggiore sarebbe utile: attendiamo fiduciosi un qualche chiarimento dal Ministero...

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