08
Ott
2017

Stress da rientro dalle vacanze: i consigli

Stress da rientro dalle vacanze: i consigli
Marco Zorzetto

Lo stress da rientro dalle vacanze è una sindrome comune che  colpisce circa sei milioni di italiani. Non si tratta di una vera e propria patologia, ma di una condizione di depressione e disagio che può manifestarsi nel momento del ritorno alla propria quotidianità. 

 

Lo stress da rientro dalle vacanze è una sindrome comune che  colpisce circa sei milioni di italiani. Non si tratta di una vera e propria patologia, ma di una condizione di depressione e disagio che può manifestarsi nel momento del ritorno alla propria quotidianità. Ne parliamo con il Dott. Francesco Attorre, psicoterapeuta, che ci spiega come affrontare il problema.

Può delinearci in maniera generale cos'è lo stress?

Lo stress è semplicemente un grado crescente di tensione sia interna, cioè nelle emozioni e nei pensieri, che muscolare, a causa del quale non riusciamo a vivere con armonia il rapporto con il mondo intorno a noi e finiamo per perdere dinamismo e smalto, diventando spigolosi e introversi; carichiamo dentro noi rabbia e frustrazione, risultando disfunzionali, cioè non più in grado di essere efficienti. A livello biologico lo stress è il risultato della cascata di sostanze chimiche in grado di aumentare la potenza muscolare e mentale, come cortisolo, aldosterone e adrenalina, ma che allo stesso tempo consumano le riserve energetiche a disposizione dell’organismo, indebolendol. Infatti, in condizioni di stress si abbassa il Sistema Immunitario e si è più facilmente preda di infezioni ed infiammazioni.  

In cosa consiste nello specifico lo stress da rientro vacanza?

Lo stress da rientro è proprio l’incapacità di “riassestarsi” con la situazione di vita e lavoro che si era lasciata alle spalle intraprendendo una vacanza. Si manifesta con disforia, cioè irritazione crescente per tutto e tutti, senso di disagio progressivo, leggera ansia e stato di umore a tono depresso. Lo sperimentano tutti coloro i quali non riescono a vivere la vacanza in modo salutare,  ma la cercano come ancora di fuga, una fuga quasi disperata dove mollare letteralmente gli ormeggi, rilassandosi in modo assoluto quasi dormendo da mattina a sera, piuttosto che viverla come una esperienza piacevole, da trascorrere in spensieratezza e in  compagnia. Naturalmente dinanzi a tensioni forti legate alla ripresa, l’organismo non trova a sostenerlo strumenti sia mentali sia emotivi adeguati, perché ancora, in un certo, senso in letargo, ed accade che si vada in una situazione di crisi.     

Quali sono le dinamiche che generano tale stress? 

Soprattutto una debole immagine di sé e la paura di non riuscire a farcela dinanzi a situazioni che richiedono impegno marcato; poi ancora la difficoltà a gestire il proprio tempo, il mancato controllo sui propri bisogni e, prima di ogni altra cosa, l’incapacità di sapersi ascoltare, perché si finisce senza rendersene conto per andare oltre le proprie capacità, fino a scoppiare.

E nel concreto, con quali sintomi si manifesta? 

Con malessere vago e progressivo, difficoltà a concentrarsi, insonnia, senso di nausea ed irritabilità costante, spossatezza fino alla vera e propria astenia, infine voglia di restare soli con se stessi e disagio nello stare con gli altri, soprattutto con i colleghi di lavoro.

Perché è così difficoltoso tornare alla vita di tutti i giorni dopo una vacanza? 

Perché la si affronta come un patibolo e non come una esperienza piacevole. Vacanza uguale liberazione. Ciò significa che torno nell’inferno. Ovviamente quando cala la tensione non avrò più gli automatismi necessari a fronteggiare con successo la situazione, dunque ne divengo succube.   

Quali sono le persone maggiormente colpite? 

In genere gli uomini tra i 45 ed i 60 anni sono molto più vulnerabili, perché spesso senza hobbies né svaghi di alcun genere. Vengono colpite maggiormente quelle persone che non hanno mai avuto passioni nella loro vita, semplicemente casa e lavoro, forse chiesa.

Vi sono delle particolari precauzioni che si possono adottare per evitarne la comparsa?

Sicuramente sì. Bisogna incominciare col pensare che siamo padroni del tempo se lo vogliamo, dunque possiamo dilatare nel tempo qualsiasi attività, se solo riusciamo a mantenere la calma e la lucidità necessaria. Ma prima di ogni altra cosa è fondamentale riuscire ad ascoltarsi, capire cosa stiamo vivendo in un determinato momento e perché. Il corpo usa un linguaggio assai chiaro, anche se non sa fare ricorso alle parole, dobbiamo soltanto comprenderlo ed adeguarci a quelle che sono le esigenze più profonde che nascono dentro di noi. Infine è importante prendersi del tempo, durante la giornata, per scaricare, sfogare in qualche modo la tensione accumulata, così da non caricarla oltremodo. Un momento per noi davvero importante, assai più di quanto possiamo immaginare: significa prenderci cura di noi, amarci in qualche modo, ma soprattutto rispettarci, riconoscendoci unici ed irripetibili.

E se invece si presenta, come è possibile fronteggiarlo?

Evitando isterie assurde e concentrandoci su quello che stiamo facendo, portandolo a termine nel modo migliore possibile. Lo stress da rientro lo lenisci fino a spegnerlo se cominci a trovare il positivo in ciò che vivi nel presente, a partire dall’ambiente di lavoro. Il bello ed il positivo sono antidoti naturali a qualsiasi patologia del corpo e della mente, dunque diviene fondamentale fissare la propria attenzione su qualcosa di bello e positivo che sia immediato o di immediata realizzazione. Poi ancora abbiamo bisogno di nuovi stimoli, per affrontare la quotidianità da cui, non dimentichiamolo, siamo scappati cercando nella vacanza l’isola felice. Trovare stimoli nuovi nella nostra vita  ci aiuterebbe tantissimo nel ritrovare carica ed entusiasmo per vivere momento dopo momento i passi della nostra storia. Infine, una persona, magari un terapeuta a cui raccontare il vissuto del momento e da cui ricevere consapevolezza e carica, probabilmente non ci farebbe male.  

Vi sono altre patologie legate al rientro dalla vacanza?

Sì,  a partire dai diversi gradi dell’ansia, fino a terminare con una franca depressione, passando per fobie ed ossessioni e soprattutto con sintomi psicosomatici di varia origine; ancora vi possono esser veri e propri momenti di depersonalizzazione, cioè attimi in cui ti sembra di non essere presente nelle situazioni in cui ti trovi, quasi fossi un fantasma, e tutto ti sembra estraneo e diverso.

 


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