13
Ott
2017

Quando la stagione condiziona l’umore...

Quando la stagione condiziona l’umore...
Marco Zorzetto

Finita l’estate,  l’autunno  porta con sé inevitabilmente cambi di umore, difficoltà a riprendere la routine quotidiana... Sembra un fatto normale, eppure in alcuni casi, dietro il  disagio che molti sperimentano, si cela una vera e propria condizione patologica, che ha un nome preciso nell’ambito della psicologia: sindrome da depressione autunnale (SAD).

La SAD (Sindrome da Depressione Autunnale): quando la stagione condiziona l’umore...

Finita l’estate,  l’autunno  porta con sé inevitabilmente cambi di umore, difficoltà a riprendere la routine quotidiana... Sembra un fatto normale, eppure in alcuni casi, dietro il  disagio che molti sperimentano, si cela una vera e propria condizione patologica, che ha un nome preciso nell’ambito della psicologia: sindrome da depressione autunnale (SAD).

Insonnia, inappetenza o troppa fame, risveglio difficile al mattino, senso di stanchezza, difficoltà di concentrazione, riduzione del desiderio sessuale sono solo alcuni sintomi della SAD.Il dottor Francesco Attorre, psicoterapeuta, ci spiega più approfonditamente la natura di questa condizione, già nota nella letteratura medica.

Un tempo la SAD era considerata un disordine affettivo stagionale,  una depressione del tono dell’umore che con l’arrivo dell’autunno tendeva a manifestarsi, tuttavia oggi essa è stata rivista come realtà clinica. Essa rientra in quei disturbi dell’umore ricorrenti, ma che presentano sintomi di tono minore rispetto alla depressione. Non possiamo definirla una malattia vera e propria, sempre secondo il dott. Attorre, poiché non impedisce lo svolgere delle normali attività della vita quotidiana, tuttavia essa causa una riduzione delle performance, un rallentamento delle emozioni, dell’energia e carica vitale.
In tali casi, ci ricorda il Dottore, si assiste ad un atteggiamento di chisura del soggetto colpito, che ricerca piuttosto momenti di intimità,  in cui appartarsi e restare in silenzio, perdendo il desiderio di convivialità, di svago, di vivere esperienze di piacere insieme agli altri. Le persone maggiormente soggette a sperimentare questa problematica, sono quelle che   manifestano una ansia latente, cosiddetta “libera e fluttuante”, cioè quasi costante e, per quanto lieve, in grado di limitare la libera espressione della personalità; a queste si aggiungono anche le persone insicure, che hanno bisogno di conferme e di consensi, che hanno difficoltà ad affrontare cambiamenti e chi  conduce una vita povera di stimoli ed esperienze.     

Ma quali sono le cause che favoriscono il sopraggiungere di questa condizione? Secondo il dott. Attorre se ne rilevano molteplici: il “cambio” di stagione ( pioggia, clima più freddo, le giornate che tendono ad accorciarsi) crea uno squililbrio percettivo e sensoriale. Con l’abbassarsi della temperatura si riduce anche  l’attività del sistema immunitario, che concorre ad abbassare l’umore in modo lieve. Inoltre, contribuisce l’inizio dell’attività lavorativa dopo le vacanze estive, il ridursi del grado di libertà sperimentato in estate.

La SAD ovviamente  può presentarsi oltre che in autunno in qualsiasi altra stagione, anche se l’incidenza è minore in altri periodi dell’anno. In particolare, quando  compare nel periodo di passaggio tra primavera ed estate,  può assumere connotazioni serie, con  rischio di  suicidio per alcuni soggetti colpiti: nella letteratura psichiatrica,  i suicidi nel mese di maggio/giugno sono un fenomeno noto.

Come si può prevenire e arginare la sindrome da depressione autunnale? Il dottor Attorre ci  consiglia di affrontare il problema con una serie di piccoli accorgimenti:

prendendo la vita così com’è, senza risentire a livello emozionale dei suoi alti e bassi, riempiendo le nostre giornate di cose belle, positive, che consentano la nostra crescita per il corpo come per la mente; avendo cura di noi stessi, coltivando interessi; inoltre praticando una attività fisica costante, anche se  moderata. E’ importante riconoscersi una immagine positiva di sé, coltivare un buon tessuto di relazioni che vadano a nutrire l’umore con feedback positivi, pertanto è necessario distaccarsi dalle persone cosiddette “negative”, coltivando rapporti che stimolino davvero il nostro entusiasmo e le nostre passioni. 

 

Nella foto il Dott. Francesco Attorre, psicoterapeuta e sessuologo clinico. www.francescoattorre.it 



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