03
Giu
2018

Quando la mandibola scricchiola

Quando la mandibola scricchiola
Marco Zorzetto

Un fenomeno apparentemente innocuo che può nascondere problemi di natura articolare e di malocclusione dento-scheletrica

 

Il classico rumore di "click"  proprio davanti all'orecchio, con conseguente dolore alla mandibola avvertito durante  la masticazione è un fenomeno più frequente di quanto si possa pensare: questo fastidio può subentrare a causa di problemi intra-articolari o muscolari ed è nella maggior parte dei casi correlato ad una mal occlusione dento-scheletrica con la mandibola che risulta "fuori posto".

Nello specifico, il rumore che si sente è causato dal cattivo posizionamento del disco articolare che si interpone tra l'osso temporale e il condilo mandibolare: queste due ossa sono in contatto tra loro in un apposito spazio denominato "fossa glenoide". Quando si avvertono degli scatti, ci si trova di fronte ad una mancanza di coordinazione tra disco articolare, responsabile della scorrevolezza della mandibola, e condilo (la parte più alta della mandibola che partecipa all’articolazione).

"E' un problema che solo se sporadico  può essere ignorato, tuttavia se si ripete e addirittura  causa dolore, è necessario intervenire, affidandosi ad uno specialista" afferma il Dott. Tito Marianetti, chirurgo maxillo facciale e ortognatico che spiega "Il click mandibolare indica sempre la presenza di un problema connesso  all'articolazione temporo-mandibolare che connette la mandibola al cranio e che si attiva ogni volta che si apre la bocca per masticare e parlare".

Le cause possibili scatenanti questo "rumore mandibolare" si rifanno prevalentemente alla malocclusione. Molto spesso si verifica un’associazione con il bruxismo, disturbo che comporta movimenti involontari della mandibola spesso collegati ad un'origina emotiva. 

La mandibola si può trovare fuori posto perché cresciuta troppo, "scivolando" in avanti: in questo caso, afferma il nostro esperto,  parliamo di progenismo che evidenzia il tipico profilo a mezza luna con il mento pronunciato alla Totò. Di contro, se invece il disturbo è causato da un ipersviluppo del mascellare superiore rispetto alla mandibola, si parla di prognatismo che comporta una incorretta chiusura delle arcate dentali con l'arcata dentaria superiore più sporgente dell'arcata dentaria inferiore.

I dati parlano chiaro, in Europa la percentuale di soggetti con un'occlusione dentaria ottimale è di poco superiore al 50% , con una incidenza delle secondi classi (prognatismo) pari al 15-20% e delle terze (progenismo) che si aggira intorno al 15-30% a seconda delle regioni geografiche prese in considerazione.

Un problema, quello del "click mandibolare", che può essere molto comune quindi, ma che attualmente può essere risolto intraprendendo diversi trattamenti a seconda della loro correlazione alla sola articolazione o all'intera mandibola: "se il disturbo è in fase iniziale e può essere considerato ancora reversibile si può intraprendere un percorso conservativo e provvisorio che prevede l'utilizzazione di un tipo particolare di bite  unito all'utilizzo di farmaci miorilassanti che riducono la tensione muscolare" afferma Marianetti. Di contro, qualora si evidenziassero problemi di severa malocclusione dento-scheletrica occorre correggerli con un trattamento combinato ortodontico-chirurgico:  "in caso di chirurgia Surgery First, Il trattamento chirurgico potrà essere effettuato prima del trattamento ortodontico e successivamente l'applicazione dell'apparecchio durerà per un periodo complessivo di 6-8 mesi". Con questo approccio il problema estetico del paziente viene immediatamente risolto, evitando allo stesso il fastidioso periodo di ortodonzia pre-chirurgica che genera spesso situazioni di disagio socio-psicologico.

Nei casi di chirurgia successiva all’Ortodonzia, continua il chirurgo "si applicherà invece un apparecchio ortodontico fisso che preparerà gli elementi dentari ai successivi spostamenti chirurgici delle basi scheletriche. L’Ortodonzia verrà mantenuta per un periodo di circa 6-8 mesi nel periodo pre-operatorio e circa 4-6 mesi nel periodo post-operatorio". 

In entrambi i casi, l'intervento avviene in regime di anestesia generale ed ha una durata di circa due/tre ore. L’attuale chirurgia ortognatica, in particolare nell’approccio surgery first, assicura un’esperienza post-operatoria assolutamente sopportabile conclude il nostro esperto: "i brevi tempi di recupero  consentono al pazienti di aprire la bocca fin da subito, con la possibilità di mangiare immediatamente liquido e di riprendere le normali attività dopo due o tre settimane ". Dopo una decina di giorni vengono tolti i punti e il dolore, se presente, dura molto poco. L'iter è quindi rapido e non costringe a lunghe pause di recupero fermi immobili a letto.

 

 

 



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