20
Apr
2017

IL TERAPISTA 2.0: sedute tra skype e whatsapp

IL TERAPISTA 2.0: sedute tra skype e whatsapp
Marco Zorzetto

La nuova terapia al tempo dei social si fa a distanza con l'utilizzo di Skype, webcam e whatsapp! 

La spesa, la banca e addirittura la segretaria può essere ormai online: il mondo gira veloce e il poco tempo a disposizione, unito all’avvento delle nuove tecnologie, permette a tutti noi di godere di servizi altamente specializzaticomodamente dal proprio divano di casa, a portata di click!

Ma avete mai pensato alla possibilità di avvalervi di uno psicologo virtuale? L’era 2.0 è anche questo.La comunicazione costante e immediata, collegata al massiccio aumento dell’utilizzo dei social network e delle video-chat ha permesso il diffondersi di questo innovativo approccio terapeutico a distanza.

I dati parlano chiaro: più del 30 per cento della popolazione europea fa uso della Web-Therapy già da qualche anno, con risultati incoraggianti tra il 78 e l’84 % secondo l’università di Zurigo. Anche gli italiani si affidano sempre più spesso al web per risolvere le proprie questioni personali: le stime indicano utenze tra i quattro e i sette milioni di individui.

Abbiamo approfondito il tema chiedendo al Dottor Francesco Attorre, psicoterapeuta ad approccio integrato, sessuologo clinico e life coach, di delucidarci tutti gli aspetti di questo interessante percorso terapeutico.

Ci sono differenze tra la terapia web e quella vis-à-vis?
Certo che ce ne sono, ed è anche giusto che sia così perché parliamo di situazioni completamente diverse, con cornici totalmente diverse e dinamiche altrettanto diverse. Le differenze sono molte, ma non a vantaggio dell’una o dell’altra 

Quali sono i vantaggi di scegliere un rapporto via web?
La flessibilità nell’organizzare le sedute, la comodità di non doversi spostare, la possibilità di scrivere qualcosa, di registrare, infine, la riduzione del grado di ansia iniziale.

Ci sono patologie più indicate per l’utilizzo di questo tipo di approccio?
Sicuramente i disturbi d’ansia, quelli fobico-ossessivi, infine gli stati depressivi, dove lo stato di apatia induce assai spesso a fare tardi o saltare proprio le sedute.

Qual è il paziente tipico che usa il 2.0?
È il giovane adulto, relativamente impegnato sia professionalmente che socialmente, dinamico ed intraprendente, tuttavia bloccato dall’ansia e dagli attacchi di panico, con un senso di sé abbastanza alto da non volerlo “umiliare” in uno studio clinico, magari in lunghe attese da condividere con altri.  

Qual è lo strumento più utilizzato nel gestire i rapporti a distanza?
Personalmente utilizzo per lo più il telefono, nello specifico il cellulare con gli appositi auricolari, che ti dà la possibilità di muoverti mentre sei in seduta e caricare di pathos le parole, fornendo un feedback importante al cliente. In aggiunta un altro strumento utile sono i messaggi di whatsapp, scritti o vocali: possonoessere riletti o riascoltati dando modo così di ripensare a tante cose che potevano essere sfuggite sul momento. 

Che ruolo ha la webcam?  
E’ uno strumento prezioso, poiché permette di ricreare un rapporto assai vicino al vis-à-vis, dal momento che consente l’incontro degli sguardi e fa passare la mimica in tutta la sua complessità. Con skype puoi anche rivedere i momenti più importanti della seduta; Per il paziente è un vantaggio assoluto, poiché ha la sua guida a portata di click, e ciò produce sin da subito un potenziamento della autostima. 

Secondo lei questo tipo di terapia sostituirà il percorso classico?
Non credo lo sostituirà, ma sicuramente le si affiancherà in modo significativo, complice anche questo nostro muoverci liberamente “oltre confine”, dunque sarà più facile, nel tempo del futuro, scegliere un terapeuta a distanza anche notevole, soprattutto al fine di sentirlo molto personale e quindi carico di significati simbolici importanti nel percorso di cambiamento.  

Quali risultati ci si può attendere dalla web-Therapy?
Gli stessi della Terapia vis-à-vis, ossia in primis un consolidamento dell’autostima, unitamente ad una immagine positiva del proprio Sé e ad una buona capacità di lettura della realtà. In un secondo momento, il miglioramento della gestione delle proprie emozioni e della propria sensibilità in genere; infine, il graduale superamento della propria condizione di disagio, per la quale si è richiesto l’intervento psicoterapeutico.

Le tempistiche terapeutiche: la tecnologia corre veloce, anche la terapia?
Non proprio, o meglio non così veloce, perché se lo facesse correrebbe il rischio di essere improduttiva. La tempistica è molto importante in terapia, perché il lavoro di rielaborazione interiore da parte del paziente è fondamentale al processo di cambiamento che è il vero traguardo da raggiungere. Tuttavia in web i tempi si accorciano, complice anche la facilità con cui è possibile trattare argomenti anche delicati, senza generare il senso di ansia legato al riverbero emozionale che il ricordo potrebbe innescare, poiché il filtro dello schermo, come dicevo inizialmente, funge in un certo senso da “salvagente”, e ciò facilità il compito esplorativo del terapeuta.

Come scegliere il professionista giusto evitando di incorrere in figure poco professionali?
Attraverso una attenta analisi, poiché in un campo così particolare è davvero facile incorrere in situazioni poco professionali dove ci si proponga come esperti in qualcosa e si finisce per essere riconosciuti come clinici specialisti. Le conseguenze potrebbero essere devastanti, per cui è assai importante documentarsi adeguatamente e, soprattutto, fare un primo incontro di conoscenza prima di cominciare il percorso. Un terapeuta “onesto” si concede anche fino a tre incontri per conoscere a fondo la problematica della persona che gli chiede aiuto e concordare opportunamente il percorso da attuare. 

Per informazioni:  www.francescoattorre.it



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